09:27 16-12-2025

Oceano Meridionale: il quinto oceano riconosciuto nel 2021

Scopri perché l’Oceano Meridionale è stato riconosciuto quinto oceano nel 2021: confine a 60°S, Corrente Circumpolare Antartica e ruolo chiave nel clima globale.

Dai tempi della scuola l’idea sembrava scolpita: il nostro pianeta ha quattro oceani. Poi, nel 2021, la mappa familiare ha fatto un passo in avanti: è stato riconosciuto ufficialmente il quinto. Non è emerso alcun nuovo continente, nessuna spedizione ha riportato alla luce carte dimenticate. Abbiamo semplicemente dato ascolto a ciò che la natura mostrava da secoli: le acque che circondano l’Antartide non sono soltanto propaggini del Pacifico, dell’Atlantico o dell’Indiano, ma una forza a sé. Più che burocrazia, è parso un riconoscimento dovuto.

L’Oceano Meridionale è sempre stato lì. La sua energia, la ferocia e l’isolamento hanno fatto sentire per generazioni i marinai come se oltrepassassero il confine verso un altro mondo.

Un mondo senza sponde

Per capire la logica della scienza, basta immaginare la fascia tra il 40° e il 60° parallelo sud, dove le vecchie carte sembrano tracciate con mano esitante. È qui che cominciano i Quaranta Ruggenti e i Cinquanta Urlanti.

Quei nomi non sono nati per caso. All’epoca della vela, la rotta verso l’India o la Cina passava dal Capo di Buona Speranza, e le latitudini meridionali non facevano sconti. Senza continenti a frenarlo, il vento accumula velocità impressionante e impila le onde in muri alti come palazzi. Le navi potevano essere catapultate attraverso l’oceano da un nastro trasportatore d’aria ululante, sempre che una tempesta non le facesse a pezzi prima.

A sud del 50° parallelo la natura si faceva ancora più severa. Le temperature calavano, gli iceberg emergevano dalla nebbia e le storie dell’Olandese Volante turbavano anche i capitani più audaci.

Indizi precoci: un oceano alla luce del sole

Per molto tempo è stato più semplice fingere che attorno all’Antartide non esistesse una zona speciale. Sì, le tempeste erano peggiori. Sì, l’acqua era più fredda. Ma perché ritagliare un oceano a parte? Eppure gli scienziati tornavano sempre alla stessa domanda. Nel 1937 l’Organizzazione Idrografica Internazionale fissò un confine provvisorio dell’Oceano Meridionale a 60° sud. Nel 1953 la decisione fu revocata: risultò impossibile concordare i margini esatti. La questione sembrava destinata agli archivi.

Perché un oceano, alla fine? La risposta sta in come si muove l’acqua

La chiave non era la linea di costa, ma il comportamento dell’acqua. Il motore distintivo dell’Oceano Meridionale è la Corrente Circumpolare Antartica, un vasto nastro che avvolge il pianeta da ovest a est. È l’unica corrente al mondo che non incontra mai terre emerse: scorre senza interruzioni, trasportando volumi ben superiori alla somma di tutti i fiumi della Terra.

Di fatto è una diga naturale. Blocca le acque più calde delle medie latitudini, impedendo che raggiungano l’Antartide e contribuendo a mantenere in equilibrio la calotta di ghiaccio, un ingranaggio essenziale del sistema climatico. Il suo margine settentrionale coincide in larga misura con quel 60° parallelo. In altre parole, il confine dell’oceano non è un compromesso cartografico arbitrario, ma una soglia fisica.

Quando la scienza ufficiale si è allineata alla realtà

Per anni gli oceanografi hanno spinto perché l’Oceano Meridionale fosse riconosciuto formalmente. La svolta è arrivata dalla National Geographic Society, l’organizzazione le cui mappe plasmano ciò che gli studenti apprendono in tutto il mondo, che ha scelto la chiarezza all’esitazione.

L’8 giugno 2021, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, la società ha comunicato che:

Da quel momento le mappe scolastiche sono state aggiornate, i manuali riscritti e la lunga disputa su quanti oceani abbiamo ha trovato una conclusione.

Dove finiscono le mappe e iniziano gli elementi

L’Oceano Meridionale resta uno dei luoghi più implacabili della Terra. Modella il clima, guida i grandi circuiti oceanici e le sue acque gelide aiutano a mantenere l’Antartide nelle condizioni che tengono in equilibrio il pianeta. Non è la coda meridionale di altri mari: è un regno distinto di vento, ghiaccio e onde colossali, un tempo banco di prova per i navigatori e oggi perno del clima. È sempre stato lì. Abbiamo semplicemente imparato a vederlo.