19:44 10-12-2025

Stazione di Georgenswalde: rinascita in boutique hotel

Rinascita della stazione di Georgenswalde: dal degrado al restauro per un boutique hotel. Famiglia Barmin e volontari ridanno vita al simbolo di Kaliningrad.

Un tempo la stazione ferroviaria di Georgenswalde, sulla costa baltica, accoglieva villeggianti benestanti in arrivo da Königsberg. I muri in mattoni rossi, l’alta mansarda e i vezzi neobarocchi le conferivano l’aria di un palazzo sul mare. Negli anni 2010, però, era diventata un rudere pericolante: segnata dagli incendi, sfregiata dal vandalismo, con il cortile inghiottito dalle erbacce e le finestre in frantumi.

Pochi credevano che questo luogo del patrimonio potesse tornare a respirare. Poi una famiglia ha guardato oltre le macerie e ci ha visto una possibilità.

Dal fasto della villeggiatura a decenni di incuria

La stazione fu costruita tra il 1912 e il 1913 su progetto di Max Schönwald e diventò presto uno degli emblemi più riconoscibili dell’area di villeggiatura. L’architettura intrecciava Classicismo, Jugendstil e Neobarocco: un mix audace per i primi del Novecento.

Dopo la Seconda guerra mondiale l’edificio continuò a essere utilizzato, ma l’aspetto originario si consumò lentamente. Negli anni Novanta a malapena assolveva alla sua funzione, poi fu riadattato ad abitazione. Nel 2016 era vuoto, reduce da diversi incendi e a un passo dalla scomparsa.

Più volte l’anno gruppi di volontari arrivavano per rallentare il degrado: ripulivano rifiuti, tagliavano la vegetazione, tamponavano falle. Senza un proprietario, però, sembrava una lotta contro l’inevitabile.

Non rovine, ma un futuro

La rinascita è partita da un’altra casa. L’imprenditore Oleg Barmin e sua moglie Ksenia hanno comprato l’antica abitazione del pastore nel vicino insediamento di Zalivnoye. La situazione era pessima: cantina umida, tetto crollato, terreno divorato dalle sterpaglie. Per un periodo la famiglia ha dormito in tenda all’interno dell’edificio.

Lo hanno riportato all’aspetto immaginato dai progettisti un secolo fa: pulizia delle pareti, recupero delle porte, finestre in legno su misura e un tetto in tegole. Il restauro ha assorbito tutti i risparmi e altrettanto ancora, ma il risultato li ha spinti ad andare oltre.

Barmin ha ricordato che gli amici non capivano la loro scelta; dove molti leggevano solo degrado, loro intravedevano il domani. Il successo di quel primo intervento ha fatto da trampolino a un progetto molto più grande.

Una mossa audace: comprare l’intera stazione

Nel 2022 la stazione di Georgenswalde è finita all’asta con una base di 10 milioni di rubli. Una cifra modesta per un bene storico, dietro cui si celavano però costi aggiuntivi nell’ordine di decine di milioni. Barmin si è assunto il rischio e l’ha acquistata.

Sui social ha spiegato di sperare che l’edificio possa diventare il Grand Hotel Vokzal, con un’atmosfera che richiama The Grand Budapest Hotel.

Subito dopo l’acquisto, la famiglia e i volontari del gruppo chiamato Keepers of Ruins hanno organizzato una grande pulizia: hanno rimosso macerie, sistemato le aree esterne e messo in sicurezza le parti pericolanti. Poi sono partite le operazioni di conservazione e la preparazione del progetto di restauro.

A che punto è il restauro

I lavori procedono per gradi. Negli ultimi mesi sono riusciti a:

La caccia alle tegole è diventata una piccola vetrina del sostegno locale.

A Sovetsk erano in vendita rare tegole di colmo. Quando Barmin ha spiegato che stava restaurando la stazione, il venditore ha sorpreso tutti dicendo che le avrebbe cedute gratuitamente. Episodi simili, ha osservato il proprietario, sono frequenti: la gente aiuta con materiali, manodopera e consigli. Segnali che, messi insieme, raccontano una comunità pronta a prendersi cura della propria memoria.

Quanto costa rianimare un luogo simbolo

Secondo le stime preliminari di Barmin, per un restauro completo serviranno almeno 300 milioni di rubli. La cifra comprende il recupero delle facciate, degli impianti e degli interni, oltre alla sistemazione delle aree esterne. Impressiona, ma il progetto attira già l’attenzione di architetti, volontari e residenti. Per molti somiglia meno a un cantiere e più a un tentativo di restituire alla stazione la sua memoria storica.

Che cosa attende la stazione

Se il piano reggerà, la stazione diventerà un boutique hotel dal sapore d’Europa di un tempo. Interni restaurati, architettura preservata e comfort contemporanei potrebbero trasformarla in un nuovo punto di attrazione per la regione di Kaliningrad.