00:00 08-12-2025

Plateau del Putorana: la Siberia selvaggia e misteriosa

Scopri il Plateau del Putorana: altopiano basaltico della Siberia nato da un supervulcano, con laghi e cascate, fauna rara e misteri in una riserva naturale.

Nel cuore della Russia si estende una terra che il tempo sembra aver dimenticato. Il Plateau del Putorana occupa un’area grande quanto un Paese, senza città e senza strade. E colpisce che, nel pieno del XXI secolo, questo angolo di Siberia resti tra i luoghi più selvaggi e meno esplorati del pianeta.

Il segno di una catastrofe antica

L’altopiano ha un’origine insolita. Circa 250 milioni di anni fa, qui infuriò un supervulcano. L’eruzione fu così potente da innescare la grande estinzione del Permiano, quando scomparve la maggior parte delle specie. La lava ricoprì milioni di chilometri quadrati e l’attività proseguì per decine di migliaia di anni. Da quel cataclisma nacque un paesaggio inconfondibile: un immenso altopiano basaltico con un’altitudine media di circa un chilometro.

Un labirinto di roccia e acqua

Il Putorana è spesso definito la terra di diecimila laghi e mille cascate — e non è un’esagerazione. L’altopiano ospita oltre 25.000 laghi d’acqua cristallina. Per riserve di acqua dolce, la regione è seconda solo al lago Bajkal. Qui si trova anche la cascata più alta della Russia, la Talnikoviy, con un salto di 700 metri. I fiumi hanno inciso profondi canyon nel basalto, creando un dedalo impraticabile di gole e pareti a strapiombo.

Perché qui non ci sono persone?

Nonostante ricchi giacimenti di platino, nichel e rame, lo sviluppo su larga scala non è mai decollato. Le ragioni stanno nella natura stessa del luogo. Il clima è severo: l’inverno dura da otto a dieci mesi e le temperature scendono fino a −50 °C. Il suolo è quasi assente, rendendo l’agricoltura impossibile. Raggiungere l’altopiano è fattibile solo per via aerea o via acqua durante la breve estate. Costruire strade attraverso canyon colossali e pareti rocciose è straordinariamente difficile e costoso. Basta questo elenco per capire perché la modernità si sia fermata ai margini.

Abitanti di un regno protetto

L’isolamento ha plasmato una fauna singolare. Qui vive la pecora delle nevi del Putorana; in passato si pensò persino che fosse estinta. Le rotte migratorie delle renne attraversano l’altopiano. I laghi ospitano pesci endemici come il salmerino. C’è anche un uccello raro, la gru nera, e l’unico anfibio è la salamandra siberiana, capace di sopravvivere a anni di congelamento.

Misteri irrisolti

L’altopiano porta con sé un’aura di enigmi. Le popolazioni indigene a lungo evitarono questi luoghi, considerandoli un dominio di spiriti. La storia racconta di spedizioni svanite nel nulla. Viaggiatori e ricercatori talvolta s’imbattono in strane strutture di pietra di origine incerta. E nelle notti d’inverno, sopra l’altopiano compaiono a volte gigantesche spirali luminose — un fenomeno atmosferico che la scienza non ha ancora spiegato del tutto. Dettagli che alimentano un senso di inquieta meraviglia.

Un mondo rimasto se stesso

Oggi il Plateau del Putorana è una vasta riserva naturale. Ricorda che esistono ancora luoghi in cui è la natura a dettare le condizioni. Fin qui arrivano solo viaggiatori e scienziati ben preparati, attratti dalla possibilità di incontrare una Siberia primordiale: severa, maestosa, bellissima nella sua inflessibile solitudine.