15:45 07-12-2025

Quadro elettrico domestico: carichi tra trifase e monofase

Guida alla ripartizione dei carichi nel quadro elettrico: bilanciare le fasi in trifase/monofase, linee dedicate per cucina e bagno, caldaia e convettori.

Un quadro di distribuzione ben organizzato è la spina dorsale di un impianto elettrico stabile. Il modo in cui si raggruppano i circuiti e si ripartisce la domanda sulle fasi incide non solo sulla praticità, ma anche sulla sicurezza. Un errore in questa fase si traduce facilmente in sovraccarichi, distacchi e usura prematura delle apparecchiature. Nelle case indipendenti il compito è più impegnativo: un allaccio trifase impone una gestione oculata della potenza. Gli appartamenti sono più semplici, eppure cucina e bagno restano le aree dove i carichi si concentrano.

Quali apparecchi meritano attenzione speciale

Ogni dispositivo elettrico ha una potenza nominale. Piani cottura, forni, convettori e scaldacqua gravano in modo consistente sull’impianto. Contano anche le abitudini d’uso: non tutto funziona allo stesso tempo.

In fase di progetto si applica un fattore di utilizzazione che aiuta a stimare il carico effettivo in condizioni di esercizio quotidiano.

Case indipendenti: lavorare con la fornitura trifase

Per le abitazioni private l’assetto più comune resta un collegamento trifase a 380 V con potenza totale di 15 kW. Un interruttore generale da 25 A consente all’incirca 5 kW per fase. La priorità va al riscaldamento. Se è installata una caldaia elettrica, è quasi sempre trifase. All’interno operano tre resistenze collegate a stella, soluzione che uniforma il carico.

Nella pratica, caldaie intorno agli 8 kW lavorano quasi in continuo d’inverno. Questo significa che una parte rilevante di ogni fase è già occupata. Gli altri apparecchi vanno quindi distribuiti con attenzione, valutando cosa tende a funzionare in contemporanea.

Alcune regole semplici per la casa:

Anche con un uso moderato, il limite di 15 kW viene presto spinto al massimo. Nelle case con fornitura monofase da 7 kW, cavarsela senza una fonte di calore aggiuntiva è praticamente impossibile.

Convettori al posto della caldaia: un altro approccio

Se il riscaldamento è distribuito nelle stanze tramite convettori, il carico tende a livellarsi. Queste unità si attivano quando serve, non tutte insieme, e in pratica riducono il rischio di sovraccarichi. I convettori piccoli da 0,5–1 kW possono essere inseriti nei circuiti prese esistenti, a patto di rispettare le regole di installazione. Il piano superiore spesso richiede meno potenza, poiché il calore tende a risalire. Questa configurazione offre un controllo flessibile e si adatta alle abitazioni con potenza disponibile limitata.

Appartamenti: fornitura monofase e relative sfumature

Gli appartamenti moderni utilizzano di norma una fornitura monofase da 10 o 13 kW. L’obiettivo è raggruppare i circuiti con criterio e dedicare linee indipendenti agli apparecchi ad alta potenza.

Indicazioni principali per gli appartamenti:

Circuiti prese

Ogni stanza dovrebbe avere un proprio circuito. I percorsi possono essere in cascata oppure a raggiera tramite una scatola di derivazione; la seconda opzione riduce il numero di giunzioni critiche.

Illuminazione

Il carico è minimo, quindi è accettabile una singola linea, oppure linee separate per ambiente. Usare cavi da 1,5–2,5 mm² e interruttori da 6–20 A.

Bagno

Lavatrice, armadio asciugante e scaldacqua richiedono linee dedicate. Per gli scaldacqua istantanei da 5 kW, impiegare cavo da 4 mm².

Cucina

È la zona più esigente. Per forno e piano cottura, usare cavo da 6 mm² oppure due linee indipendenti da 4 mm². Ogni presa lungo lo schienale dovrebbe stare su un circuito a sé: in questo modo le connessioni restano stabili anche con più dispositivi in funzione.

La pianificazione è il primo strumento di sicurezza

Una ripartizione intelligente dei carichi parte da un gesto semplice: conoscere le potenze degli apparecchi e le proprie reali abitudini d’uso. In una casa, considerare la caldaia e bilanciare le fasi; in un appartamento, riservare linee dedicate per cucina e bagno ed evitare giunzioni superflue.

Quando lo schema è pensato in anticipo, l’impianto lavora in modo regolare e il rischio di imprevisti scende al minimo. Per chi sta progettando un impianto, questi spunti sono una guida pratica e immediata.