15:12 05-12-2025
Muffa in bagno: cause, rischi e rimedi pratici efficaci
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Istruzioni chiare per prevenire la muffa in bagno: controlla umidità e ventilazione, asciuga le superfici, usa igrometro e deumidificatore. Scopri come.
Un bagno diventa facilmente terreno fertile per la muffa: l’umidità che persiste dopo la doccia o un bagno caldo lo trasforma in fretta in un ambiente accogliente per i funghi. Gli scienziati ricordano che il microbioma domestico comprende batteri, virus e funghi che arrivano da fuori, si portano sotto le suole o entrano con gli animali di casa. La maggior parte dei microrganismi è innocua, ma quando compare la muffa il quadro cambia: la si vede, la si avverte, ed è qui che iniziano i problemi.
Quando l’umidità diventa un rischio
La muffa può innescare reazioni allergiche che vanno dalla congestione nasale e dal naso che cola al prurito agli occhi. Nelle persone con asma può scatenare crisi, e in chi ha disturbi del sistema immunitario o malattie polmonari può provocare una patologia immuno‑mediata caratterizzata da tosse, respiro corto e affaticamento.
Gli esperti dei Centers for Disease Control and Prevention sottolineano che la muffa visibile segnala direttamente una gestione non adeguata dell’umidità o problemi d’acqua.
Secondo l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, l’umidità relativa in casa dovrebbe restare tra il 30 e il 50%. Valori più alti aumentano il rischio di proliferazione. I bagni sono particolarmente esposti: i ricercatori osservano che l’acqua può rimanere sulle superfici per diverse ore, e quel tempo basta ai funghi per attecchire.
Come prevenire la muffa
Ridurre l’acqua sulle superfici
Dopo la doccia, aiuta rimuovere l’acqua dalle pareti con una spatola tergivetro o un panno asciutto. Se l’umidità viene tolta a mano, non deve evaporare, e l’evaporazione è quasi l’unica via naturale perché l’acqua lasci la stanza. Meno vapore che ristagna, minore il rischio di muffa. Un gesto da due minuti che vale lo sforzo.
Curare ventilazione e umidità
Durante e dopo la doccia, aprire una finestra o azionare un aspiratore che scarica all’esterno. Un criterio semplice funziona bene: continuare a ventilare finché lo specchio torna limpido. È così che il vapore lascia la stanza.
Lasciare asciugare la tenda della doccia
Mantenere la tenda distesa, lasciando circa 15 centimetri di spazio libero su entrambi i lati per far circolare l’aria tra il box e il resto del bagno. Se c’è una porta, meglio lasciarla socchiusa. Una tenda ripiegata resta umida più a lungo, praticamente un invito alla muffa.
Secondo le stime degli specialisti, l’obiettivo è ridurre il tempo di asciugatura del bagno a circa un’ora.
Cos’altro tenere a mente
Lasciare la porta del bagno aperta dopo la doccia
Questo accelera la circolazione dell’aria. Nella maggior parte delle case, quell’umidità in più non crea problemi altrove perché l’aria nelle altre stanze è più secca. Fanno eccezione i bagni che si aprono su aree chiuse come i seminterrati, o gli impianti in cui la ventilazione convoglia l’aria umida in soffitta, con il rischio di muffa lì.
Usare un igrometro
Un dispositivo economico aiuta a tenere sotto controllo l’umidità. Se supera stabilmente il 50%, si può valutare un deumidificatore: aspira l’aria umida, la raffredda fino a farla condensare e restituisce nell’ambiente aria calda e asciutta.
Rimuovere la muffa se compare
Se l’area interessata è inferiore a 10 piedi quadrati (circa 3×3 piedi), si può intervenire in autonomia seguendo le indicazioni dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente: usare dispositivi di protezione, strofinare le superfici dure e, se serve, eliminare i materiali porosi. Se l’area è più estesa, o ci sono rischi per la salute, è prudente chiamare professionisti.
In definitiva, sono le abitudini semplici a fare la differenza: lasciare aperta la tenda o la porta della doccia, eliminare l’acqua in eccesso e mantenere l’aria in movimento. Questi passi aiutano la stanza ad asciugarsi più in fretta e riducono sensibilmente le probabilità che la muffa compaia.