05:44 05-12-2025
Prese in ceramica o plastica: cosa scegliere e perché
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Confronto tra prese in ceramica e in plastica: miti, limiti e criteri di scelta. Scopri cosa conta davvero: sicurezza, contatti, morsetti, installazione.
Passando in rassegna il reparto fai‑da‑te di qualsiasi negozio si nota subito un gesto ricorrente: i clienti allungano la mano verso le prese in ceramica. Per molti, la ceramica è diventata sinonimo di qualità e sicurezza. L’idea è radicata, ma non sempre regge alla prova dei fatti. Per scegliere bene, contano i dettagli.
Da dove nasce il dibattito sui materiali
Ogni presa ha un corpo con i contatti e una calotta esterna. Di solito è proprio il guscio a orientare l’acquisto: c’è chi considera la ceramica più affidabile, e c’è chi fa notare che le plastiche moderne hanno colmato il divario. La ceramica sopporta davvero temperature elevate: questo è vero. Ma nell’uso quotidiano, quegli estremi quasi non si verificano. Quando una presa inizia a deformarsi, quasi sempre la causa è un contatto debole o un’installazione eseguita male. Il rivestimento non è il problema.
Perché una presa in ceramica non è una garanzia assoluta
La popolarità della ceramica si regge sull’idea di una robustezza extra, anche se nella pratica il quadro è meno rassicurante.
Fragilità in fase di installazione
Il corpo in ceramica si incrina con facilità. Basta serrare una vite un po’ oltre misura o far cadere per sbaglio il meccanismo perché la presa vada sostituita. Con la plastica, questi imprevisti sono molto meno frequenti.
Assorbimento di umidità e polvere
La ceramica può assorbire umidità e particelle fini di sporco. Con il tempo questo compromette l’isolamento e può portare a contatti bruciacchiati. In ambienti umidi—bagni, cucine, balconi non riscaldati—si tratta di un limite serio.
Tolleranza alle alte temperature: un vantaggio discutibile
Sì, la ceramica regge il calore. Ma se i morsetti sono serrati troppo o un cavo è danneggiato, a cedere per prima sarà la cablatura, non l’involucro. La sola resistenza al fuoco non offre una protezione realmente significativa.
Perché la plastica moderna non è una “sostituta economica”
I termoplastici di oggi non hanno nulla a che vedere con quelli di decenni fa. Oggi:
- non sostengono la combustione,
- non assorbono umidità,
- resistono alla fessurazione,
- tollerano le temperature di esercizio normali,
- sopportano il montaggio e gli urti accidentali.
Per l’uso domestico, prese di questo tipo risultano più pratiche: leggere, resistenti agli impatti e poco capricciose in installazione.
Cosa conta davvero nella scelta di una presa
La variabile decisiva non è il materiale del guscio. L’affidabilità dipende da:
- morsetti di qualità,
- assenza di gioco nei contatti,
- presa salda della spina,
- assemblaggio pulito e uniforme.
Se il contatto è ben serrato e non si surriscalda, la presa durerà—che il guscio sia in plastica o in ceramica.
Pagare di più solo per “ceramica uguale sicurezza” non ha più molto senso. L’involucro è solo un guscio. La sicurezza arriva da contatti ben fatti e da un’installazione competente. A queste condizioni, le prese in plastica moderna sono alla pari—e talvolta hanno persino un vantaggio in termini di praticità quotidiana.